venerdì 6 dicembre 2013

L'INVENZIONE DEL RISCALDAMENTO


A Lisbona c'è un problema, molto sentito da tutta la popolazione, che si presenta all'incirca a metà novembre e si protrae fin verso marzo-aprile, salvo imponderabili variazioni meteorologiche. Vuoi sapere come si chiama questo problema sentito da tutti? Si chiama “freddo”.

Sicuramente Lisbona non è Irktusk o Anchorage, ha un clima piacevolmente mite, si trova più o meno alla stessa latitudine della Calabria e beneficia degli influssi della famosa Corrente del Golfo. Però perbacco, quando è inverno capita che faccia freddo anche qui, e quel che è peggio è che spesso dall'oceano vedi arrivarti addosso masse di aria umida che ti travolgono e si insinuano malefiche dietro il colletto del cappotto. Mettici poi che le case, nel 90% dei casi, non hanno il riscaldamento, ed eccoti servita l'aspirina.

Questo è il tasto dolente, l'impianto di riscaldamento con termosifone in ogni stanza è una rarità: ci si scalda tutti al taccagno calore dei caloriferi elettrici portatili, o peggio ancora delle stufette elettriche, delle stufe catalitiche o di altri tipi di accrocchi che ricordano molto la piccola fiammiferaia. Va detto che non sempre è necessario accenderli, visto che le temperature massime d'inverno spesso raggiungono i 20°C, ma quando è necessario, come in questi giorni (e notti) di minime sotto i 5°C, sembra davvero di scaldarsi con la fiatella del bue e dell'asinello.

Credo sia questo il motivo per il quale le vecchie signore con la pensione sociale passano i loro pomeriggi a guardare la tv nei bar anziché a casa: socializzano, si scaldano e risparmiano sulla bolletta dell'elettricità. Così come forse mi è chiaro il motivo per cui la gente stende i panni fuori dalla finestra anche quando piove: per non aggiungere l'umidità del bucato all'umidità connaturata alle mura tra le quali vivono, altrimenti sai i reumatismi. Questo è altresì il motivo per cui di tanto in tanto qualche vecchietta muore nell'incendio scatenato dal corto circuito provocato dalla stufetta. Ecco perché di notte mi premuro di spegnere il mio termosifoncino assetato d'elettricità: l'impianto elettrico è nuovo di zecca e perfettamente a norma, ma non si sa mai, meglio un piumone in più che far la fine del galletto Valle Spluga.

Naturalmente mi sono doviziosamente documentato presso i miei amici sulle cause di questa deprecabile assenza, e nessuno mi ha saputo dare una risposta convincente. Fatto sta che solo Teresa e Susana hanno il riscaldamento como deve ser a casa, tutti gli altri no. Gli stessi Paulo e Rolando, che abitano in un lussuoso appartamento del Bairro Azul e si riscaldavano con un potente focolare che un mese fa ha cominciato ad affumicare l'appartamento del piano di sopra, devono rivolgersi ai famosi termosifoncini con le rotelle; lo stesso Carlos, l'architetto, si scalda con una stufa a gas; gli stessi Miguel e Manuel, entrambi docenti, vanno avanti con le stufette elettriche, la stessa Céu, nella sua fantastica moradia vicino Santa Apolónia, dispone di un variegato armamentario di “sparacalore” elettrici... E io che faccio? Mi adeguo, porca miseria, brrr!

12 commenti:

  1. Io mi son fatta mandare lo scaldasonno da casa. Con quello, la borsa dell'acqua calda elettrica e il pigiama di pile e flanella la notte dormo bene. Ma una volta arrivata a casa la sera devo scegliere quale stanza usare, cosí in caso di doccia ci sará: il bagno con una temperatura stile vietnam calda umida, la sala gemellata con reykjavik, e la camera a temperatura mite! stranezze dell'inverno portoghese!

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    1. Anna, ma sei sicura di abitare a Lisbona e non a Oslo? :-D
      Scherzi a parte, vedo che sei ben equipaggiata!

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  2. Nel mio parere, E considerando che sono nato in Portogallo e vivo qua da sempre, ad eccezione de 4 anni che ho vissuto in Italia, Il perché sta per le difficoltà economici che i nostri genitore hanno sempre vissuto, ci hanno fatto vivere sempre senza riscaldamento i ci siamo abituati.. Ovvio che fa freddo... Porca Miseria si fa freddo, ma tradizionalmente non c'era giorno che dopo cena (calde e fatte a lungo) non si andasse al Bar (café) e si rimane fino a tarde, quasi quasi ora de andare a letto, che nella normalità è pesantissimo con tutti lenzuola, e roba da riscaldare... N'anche abbiamo l'abito di usare il scalda sonno... siamo veramente dei pazzi... Io mi sto facendo collocare l'aria condizionata che dopo che ho vissuto per 4 anni con riscaldamento questo freddo non é più per me e avere riscaldamento a gas non ci sta perché qua in casa non ce il gas... tutto elettrico...

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    1. Infatti, Sergio, la tua risposta è simile a quella che mi danno i miei amici portoghesi: fino a qualche decennio fa c'era la povertà e nessuno si poteva permettere il riscaldamento in casa. E io chiedo: poi però la povertà è finita, quindi perché hanno continuato a costruire o ristrutturare condomini senza predisporre l'impianto di riscaldamento? A questo punto nessuno mi sa dare una risposta plausibile...

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    2. Per me sono le tradizione! Nessuno neanche pensa "Magari l'impianto di riscaldamento sarebbe utile, oppure al meno quello d'aria condizionata"... ma fora Lisbona, nei dintorni i nuovi appartamenti hanno, il peggiore e quando li senti con freddo a dire, ma e cosi caro riscaldare la casa... Maaa... Quanto mi piacerebbe avere già l'aria condizionata a casa... Puf... Un'altra settimana... vediamo...

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    3. In effetti il condizionatore è una buona opzione. Facci sapere!

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  3. La risposta sta proprio nella considerazione che fai a un certo punto: clima mite... quasi a pari merito con la vecchia concezione di "Portugal país de brandos costumes"... Questa era la (pseudo-)panacea che giustificava il non avere i noti impianti di riscaldamento sia centralizzati che autonomi... Considera che Lx è proprio mite. Fatevi un inverno a Braga o a Porto o anche peggio in Bragança e poi parliamone... :-) Sono emigrato da quasi 30 anni in Europa (sia in nord che in Italia) e se posso dire questo è un dettaglio che non sento proprio la mancanza... Nella casa dei miei la mia stanza era a nordovest... L'umidità in alcune mattine di Novembre-Febbraio quando mi svegliavo per andare a scuola si tagliava a fette ... e le parete di casa sembravano le sorgente di alta montagna... Certe volte si arrivava all'assurdo di avere più freddo dentro casa che per strada... ai ai... que saudade da minha rija juventude... ;-)

    Sentivo che la situazione era migliorata per i palazzi di nuova costruzione ma forse erano notizie del mondo delle favole... :-D

    R.

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    1. In effetti non oso pensare a come si scaldano al nord... Le uniche volte che sono stato a Porto era estate, e faceva fresco pure allora...!
      Molti giorni a Lisbona però è come dici tu: per scaldare la casa basta aprire le finestre e lasciar entrare l'aria tiepida di fuori.

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  4. Eppure con un pò di organizzazione e sguardo al futuro qualcosa si poteva e forse si può ancora fare. Potrebbe essre anche un volano per l'economia e l'occupazione. Ovvio che lo Stato dovrebbe metterci del suo, non tanto il denaro ( che manca), ma con agevolazioni fiscali, poca burocrazia, facilitazioni d'ogni tipo.
    Ovvero: essendo il periodo freddo piuttosto breve e mai o rarissimanente intenso (mica come qui sulle Alpi, porca miseria...!!) le azioni da svolgere sono:
    1) coibentazione esterna degli edifici con materiale isolante da 8 - 10 - 12 cm ( tranquilli, sopra si potranno mettere di nuovo gli azulejos !! )
    2) "doppio tetto", ovvero coibentazione del tetto con gli stessi prodotti
    3) l'ideale anche un isolamento interno delle 4 mura con prodotti adeguati, bastano 4 - 6 cm. La cortiça oltre ad essere naturale è un prodotto del luogo ed è un isolante formidabile, meglio dei prodotti di sintesi
    4) Essento un Paese baciato dal sole, l'installazione di pannelli fotovoltaici aiuterebbe sulla bolletta, d'estate adirittura potrebbe coprire buona parte dei consumi.
    5) Serramenti (finestre) con taglio termico e naturalmente doppio vetro. Oltre a tener fuori il freddo, elimina i rumori aumentando il comfort dell'abitazione.

    Particolare non da sottovalutare, tutti questi accorgimenti tengono lontano anche il calore, che a Lx d'estate non scherza, permettendo così di usare meno il condizionatore, vorace consumatore d'elettricità.
    Quasi, quasi , mi trasferisco lì ed inizio l'attività...!!
    Siccome c'è Anonimo ( che non sono io), mi firmerò "anonimo2"

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    1. Invece purtroppo la maggior parte degli edifici, anche quelli ristrutturati, rientra nella classe energetica G, la meno efficiente (come del resto succede in Italia).

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  5. Prima cosa che ho notato quando cercavo casa la prima volta.
    Risposta dei proprietari: "No, ma qua non ce n'e' bisogno".
    Tu come mai non hai fatto l'impianto a gas dei termosifoni nella tua casetta? :)

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    1. Perché non ce n'era bisogno.
      Scherzi a parte, la mia limitata presenza invernale in città non giustificava un impianto. E ora che mi ci fai pensare ci sarebbero stati problemi di approvvigionamento di gas. Non sono sicuro che in Alfama ci sia il metano, ma forse dico una stupidaggine...

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