domenica 25 marzo 2012

I BASSIFONDI DI LISBONA – 2



Ieri ti ho parlato di alcuni quartieri “difficili” di Lisbona, più o meno centrali e più o meno sconsigliabili. Ma se vogliamo parlare di degrado a portata di mano, dobbiamo spostarci al Casal Ventoso, che fino alla fine degli anni Novanta era anch'esso una vera e propria favela, baracche, catapecchie e bidoni inclusi.

A quell’epoca il Comune, decidendo che si trattava di una vergogna per la città, rase al suolo la bidonville, che si srotolava sotto il cimitero dos Prazeres (dei Piaceri), e costruì un nuovo quartiere a valle, vicino alla stazione di Alcântara. Un paio di anni fa hanno anche effettuato il rimboschimento della costa della collina, dandole un'aria più ripulita, ma il degrado sociale è rimasto a lungo, diciamo che persiste tuttora. Nodo di scambio del traffico di droga di tutta la città, pare che potesse contare sulla presenza di una simpatica vecchietta che abitava proprio di fronte alla Meia Laranja (uno slargo semicircolare), cuore del mercato illegale, che faceva da custode della merce, da basista e da vedetta che avvisava tutta la marmaglia quando la polizia era in arrivo.

Non ricordo di averla vista, la vecchietta. Ricordo però quanto segue. In un meraviglioso pomeriggio d’estate di quasi dieci anni fa, non avendo altro da fare, mi misi a passeggiare alla ricerca degli ultimi angoli sconosciuti della città. Presi a costeggiare i margini esterni del bel quartiere alto-borghese di Campo de Ourique, a me molto familiare, e man mano che proseguivo vedevo case sempre più fatiscenti e bambini per strada sempre più sporchi, ma mi dicevo: il bello di Lisbona è anche questo, la miseria convive con la nobiltà. Ma a un certo punto il prevalere della miseria mi fece decidere che forse era il caso di preoccuparmi. Troppo tardi: già mi trovavo senza essermene accorto nella cosiddetta Meia Laranja della rua Maria Pia, tra decine di soggetti mostruosi: brutti, sdentati, lerci, ubriachi, drogati, chi sbraitava, chi urlava, chi sbavava buttato per terra. Ero dentro un film horror. Per fortuna passai indenne per quella folla di ominidi e tornai dritto a casa.

Il giorno dopo raccontai l’accaduto a Maria Zé, la prof: “Sei stato al Casal Ventoso? Sei pazzo, potevano rapinarti!”. Lo raccontai anche a Teresa: “Sei stato al Casal Ventoso? Sei pazzo!”. E poi anche a Paulo: “Sei stato al Casal Ventoso? Io pure, l’altro giorno. Hai visto che tipi?

12 commenti:

  1. Sì, zona ad alta concentrazione di droghe!
    Io ci passo comunque, e, a parte le facce davvero da "acabados" evidentemente dovute al consumo di sostanze, non mi son sento in pericolo né eccessivamente a disagio. Certo, non è un gran bel vedere. Ma dici che è pericoloso oggi?

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  2. Ciao elle
    pericoloso per la vita credo non sia mai stato (semmai per la borsa). Ti dirò che poi negli ultimi anni ci sono passato molto ma molto di rado prendendo appositamente un autobus da Alcantara, e non ho più visto la concentrazione di "acabados" di quel pomeriggio (erano almeno una cinquantina, ti giuro!). E comunque sì, è una zona davvero degradata. Peccato, perché il posto sarebbe anche carino.

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  3. le periferie finché non le fanno diventare strafighe come Oriente sono più o meno tutte così.
    tornando dal dolce vita ho sbagliato autobus e sono finita in una zona degradata, con baracche ecc.
    a casal ventoso comunque preferisco non andarci, come anche al corviale...

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  4. Qual era la zona degradata in cui sei finita tornando dal Dolce Vita? Di', di', che magari ci faccio un salto...

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  5. Graziano, parli come un fighetto...che tipo..."ominidi", ma se devi disprezzare la gente, resta nel centro di Lisboa e vai a farti un pastelito a Belén....ma smettila di buttare merda su gente che dalla vita non ha avuto le tue possibilitá.
    Gianni.

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    1. Gianni, stai sbagliando tutto: "pastelito" e "Belén" non sono parole portoghesi ma spagnole, e già dimostri la tua profonda ignoranza in merito; Belém non è in centro, e siamo a due. Ma soprattutto, vogliamo parlare del tenore altamente patetico del tuo intervento all'insegna del politicamente corretto? Dimmi, quanto ti fa sentire migliore averlo scritto?

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    2. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero ma ciò va fatto con educazione e rispetto sia verso l'autore del blog, sia verso i lettori.
      E lei, Gianni, ha fatto un intervento davvero brutto, sgraziato e di cattivo gusto.
      Adoro Lisbona, il Portogallo ed i suoi abitanti, parlo il portoghese ma purtroppo non ho la possibilità di andarci quanto vorrei.
      Questo blog mi consente di scoprire posti, realtà e situazioni di Lisbona che altrimenti rimarrebbero a me sconosciuti. Con articoli tra l'altro molto belli, scritti bene ed ironici, critici o estremamente diretti a seconda dell'argomento e della situazione.
      O lei, Gianni, non ha capito lo spirito di questo articolo e del blog in generale oppure lei è in malafede; in entrambi i casi questi sono problemi suoi.
      Saluti,
      Andrea

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    3. Grazie, Andrea. Evidentemente c'è chi si sente migliore degli altri e vuole sbandierare questa sensazione con protervia e tracotanza. Meno male c'è chi, come te, sa bene cosa siano il garbo e l'ironia. E' alle persone come te (e siete in tanti) che dedico ogni singola parola di questo blog e ogni minuto impiegato per scriverlo.

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  6. Graziano: non parlo portoghese, ma ci siamo comunque capiti. Secondo me questa tua curiositá quasi perversa nell' "investigare" realtá degradate é l'indizio che sei il tipico borghese italiano che ha potuto scegliere di emigrare per piacere e non per necessitá.
    Premesso che adoro Lisboa anche se non la conosco cosi bene come te, ho un profondo rispetto per tutte le realtá disagiate. Come manifesto il mio rispetto? Evitando le etichette, i cliché e le facili ironie. Non é politically correct, ma se permetti ribadisco che il tuo cinismo non é affatto un segnale positivo, sei il tipico simpaticone italiano all'estero.
    Quella e gente che non ha potuto scegliere nella vita e tu fai le scampagnate "culturali" nelle loro sventurate realtá.
    p.s. smettila con il costante paragone fra spagnolo e portoghese, risulta patetico.
    Gianni.

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    1. "Curiositá quasi perversa nell' "investigare" realtá degradate"?! "Scampagnate "culturali" nelle loro sventurate realtá."?! "Il tipico simpaticone italiano all'estero"?! Ma per favore! La tua morale da quattro soldi è una puteolente secchiata di luoghi comuni. Ripigliati!

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  7. Sono d'accordo con Gianni.

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