giovedì 12 gennaio 2012

GINJINHA (LISBONA DA TRINCARE)


È sciropposa, dolciastra, melensa, appiccicaticcia, stucchevole, direi anche svenevole, eppure ha stuoli di fan. Protagonista solista da oltre cent'anni degli aperitivi della città, in origine in vendita in una sola rivendita, adesso è praticamente onnipresente. Ginjinha, che Lisbona sarebbe senza di te?

La Ginja, o Ginjinha, è un liquore a base di amarena, tipico di Lisbona e delle non distanti città di Óbidos, famosa per il suo centro storico, e Alcobaça, famosa per le sue mele. La sua storia? Eccotela servita in una minidose come quella che ti mesce il barista a € 1,50. Nel 1840 un monaco galiziano, Francisco Espinheira, ebbe l'idea di lasciare in infusione nell'acquavite le amarene con zucchero, acqua e cannella. L'intenzione era creare un medicamento che curasse una serie di malanni però evidentemente l'intruglio, più che come panacea, funzionò come nettare per ubriaconi.

Sebbene oggi la bevanda sia diffusa dappertutto, l'itinerario della ginjinha prevede tre tappe che corrispondono alle etichette storiche. Si comincia dalla più antica, la suddetta Ginjinha Espinheira, nel largo de são Domingos, tra la piazza del Rossio e del Fico (da Figueira). Oltre alla bevanda, l'ambientazione: il baretto, un buco di tre metri quadrati che serve solo ginja, con decorazioni d'antan e aperto sulla piazzetta sempre affollata di africani, può contare d'inverno sull'atmosfera creata dal fumo dei venditori di castagne, a primavera sulla cascata viola dei fiori di jacaranda del Rossio.

A pochi metri, in rua das Portas de Santo Antão, è la Ginjinha Sem Rival (senza rivali), o do Eduardino. Dice la leggenda che il pagliaccio da cui la ginja prende il nome, che intorno al 1890 recitava nel vicino teatro Coliseu, prima degli spettacoli entrava nei bar della zona e chiedeva più cose da bere pur di stemperare il nervosismo che lo attanagliava. Un giorno fece per caso una mistura squisita: nacque così la ginjinha. Leggenda, appunto.

La terza tappa è la Ginjinja Rubi, fondata nel 1931, che si trova lì a pochi passi, in rua de Bairros Queirós, una stradina in cui mi avventuro sempre un po' titubante anche in pieno giorno. La sua peculiarità è che di recente, cavalcando l'inaspettata attualità del suo nome (Rubi), offriva la Ginjinha Rubi Rubacuori, con tanto di foto in vetrina dei due protagonisti dell'affaire. Vado avanti?

8 commenti:

  1. Rischio di essere pesante, lo so....sono stata sia a Obidos che ad Alcobaca.....ma la Ginjinja di Rubi non c'era ancora...erano bei tempi
    Giovanna

    RispondiElimina
  2. Nel senso che ci sei andata prima del 1931? :-)

    RispondiElimina
  3. Io adoro questi posticcini piccoli ed intrisi di storia dove bere qualcosa diventa anche un viaggio del passato, specie se accompagnati da un bravo cicerone :) bravo Graziano continua a somministrarci in pillole quotidiane la giusta preparazione per poter andare un giorno a visitare questa bella città :)

    RispondiElimina
  4. Grazie, ant-z.
    E tu continua a farci compagnia in queste piccole incursioni nella meravigliosa città sull'Atlantico :-)

    RispondiElimina
  5. Sarà perché provengo, vivo e ho radici profondissime nel nord-est d'Italia, nella sottile ed impercettibile linea di cambiamento di lingue, dalle latine alle germaniche, ma se c'è qualcosa di Lisbona che mi ha, più che deluso reso indifferente, questa è la GINJINHA !! Invero una delle poche cose lusitane che non mi hanno assolutamente coinvolto. Ma forse sono io a non capire. Al rito della bevuta, al prossimo agognato viaggio ad Olisippo ( la saudade è ormai insostenibile....!), ci starò sempre.
    Ma volete metter le nostre mitiche acquaviti, il nostro liquore di "Kirsch" ?
    Chiedo scusa per questa bordata di patriottismo locale, ma quando ci vuole.....!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao anonimo
      se sei del nord-est, sicuramente t'intendi di alcol! :-)
      Scherzi a parte, anch'io trovo la bevanda in sé niente d'eccezionale, quello che mi affascina però è il rito della bevuta e soprattutto i luoghi in cui gustarla, che hanno un'anima profondamente lisboeta. Però, se non ti appassiona il genere sciropposo della ginjinha, puoi rifarti con i numerosi tipi di aguardente (acquavite) prodotte da queste parti: non dimenticare che siamo pur sempre in Portogallo, terra di grandi vini!
      Prosit, e continua a seguire Lisbon storie.

      Elimina